Arch. Maaik

domenica, 21 marzo 2010

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19 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

House Miki I

Il legno, l’acqua, le grandi vetrate, il rapporto tra spazio esterno ed interno e la luce naturale sono i punti fermi che caratterizzano la produzione di Alexander Brenner, architetto tedesco, laureato all’università di Stoccarda nel 1987.

Il lavoro di Brenner riguarda per lo più edifici residenziali di altissimo livello e la progettazione e il design di interni dallo stile inconfondibile. La House Miki I è una delle sue realizzazioni che più mi ha colpito. Si tratta di una casa nata da un progetto precedente che prevedeva due distinti edifici posti su più di 1.300 mq di terreno.

L’idea originale è quella di aver realizzato una casa doppia dal momento che i due proprietari avevano affidato allo stesso architetto il progetto. In questo modo si è potuto sfruttare al massimo lo spazio esterno riuscendo a garantire la massima privacy dei due committenti.

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La facciata esterna è realizzata con muri bianchi dalle forme squadrate mentre il lato che si affaccia sul giardino è caratterizzato da ampie vetrate che permettono un’ottimale illuminazione degli interni. La cosa curiosa è che i due proprietari, con gusti differenti, hanno voluto una caratterizzazione diversa dei proprio spazi: il primo ha preferito una distribuzione classica degli ambienti con l’aggiunta di un appartamento addizionale a livello del giardino, mentre il secondo ha optato per spazi più aperti e luminosi e strutture meno rigide.

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La zona esterna è stata pensata come uno spazio verde da dedicare al relax con sauna e area benessere realizzata con pietra verde naturale. La piscina, utilizzata anche nella stagione invernale come vasca di immersione dopo la sauna, si trova direttamente davanti alle vetrate della zona notte e con la sua illuminazione notturna crea bellissimi giochi di luce.

Questo progetto mi piace perché, pur nella sua assoluta semplicità, lascia trasparire il rigore e l’accuratezza dello studio progettuale che vi è a monte di cui sono segno evidente anche i materiali scelti sia per gli arredi interni che per la zona esterna.

17 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

Cocoon

E’ come avere un micro orto in casa. E’ l’ideale per chi ama coltivare erbe aromatiche da utilizzare in cucina. Cocoon è un piccolo contenitore sospeso  in ceramica bianca che ha una duplice funzione: nella parte alta ospita piantine ed erbe aromatiche mentre la parte inferiore è studiata per contenere frutta fresca.

Il materiale con cui è realizzato, la ceramica bianca, è perfetta perché le piante possono essere annaffiate e la pasta bianca, monocottura leggermente porosa, è in grado di assorbire piccole quantità di acqua mantenendo nello stesso tempo una temperatura costante ideale per conservare la frutta.

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Coccoon, visto su designer blog, è stato progettato dal designer Måns Salomonsen. E’  un oggetto divertente che può essere fissato direttamente al soffitto e che mi ricorda i cestini che si appendevano in cucina negli anni ’50, solo molto più originale, comodo e bello da vedere ; )

15 marzo 2010 | AUTHOR: Lea

Tecnologia e risparmio energetico

Pierluigi Giordano e Mauro Bellinzoni dello studio A+I architettura + ingegneria hanno realizzato l’intervento architettonico sulla sede direzionale e produttiva del gruppo Kronospan a Martignacco (Ud). Le esigenze della committenza richiedevano due requisiti fondamentali: elevatissimi standard estetici in rispetto delle attuali normative in materia di risparmio energetico.

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L’intero blocco uffici, realizzato su due piani, è stato sviluppato in seguito ad un’analisi accurata della destinazione d’uso dei locali e della loro esposizione. Ampie vetrate a sud, dove si trovano le parti servite, mentre a nord, dove ci sono i locali di servizio, sono state realizzate aperture ridotte per evitare inutili dispersioni termiche. L’eccessiva illuminazione dei locali è impedita da un aggetto di lamelle di legno che aiuta anche ad evitare fenomeni di abbagliamento negli uffici.

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La struttura portante del corpo produzione è realizzata in cemento armato prefabbricato. Fibre in acciaio e in polipropilene sono invece state utilizzate per la realizzazione della pavimentazione in calcestruzzo: un conglomerato cementizio di elevate caratteristiche meccaniche.

Per la realizzazione di questo importante progetto hanno collaborato tre delle quattro aziende del gruppo Arches, tra le quali Avantgarde, nata nel 2007, che produce sistemi modulari di rivestimento per facciate ventilate.

Questo progetto è interessante perché rappresenta un connubio ben riuscito tra avanguardia tecnologica e assoluto rispetto per l’ambiente. L’intera struttura si sviluppa infatti concretizzando i concetti di risparmio energetico e bioclimatica.

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12 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

I’m not a paper cup

Non ho personalmente mai avuto il mito degli States, fatta eccezione per NY city, non mi hanno mai attirato quegli spazi infiniti di niente, le autostrade a otto corsie e il cibo che è perlopiù senza sapore. Però, restando sul culinario, due cose  ho sempre invidiato agli americani: i pancakes a colazione e il poter bere caffè passeggiando (che, diciamolo, fa figo!)

Quello che non sapevo è che i tipici bicchieroni di carta usa e getta esistono anche in ceramica bianca. Si utilizzano, si lavano e si ripongono insieme alle classiche tazzine da caffè nella credenza. Solo che così, la mattina, ci si può sentire molto più Carrie Bradshow  del solito ; )

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La trovo un’idea simpatica e divertente. Si chiama “I’m not a paper cup” quasi a rivendicare con moto d’orgoglio di non essere fatta con carta, ma di materiale durevole, eco-friendly e resistente come la ceramica bianca. Il coperchio è di silicone: igienico, lavabile e in grado di mantenere a lungo il calore del vostro caffè, tè, cioccolata o quello che preferite sorseggiare.  Altre info le potete trovare direttamente qui.

9 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

On the rocks

Le foto dell’inaugurazione del nostro showroom di Milano ve le abbiamo mostrate, ma in quanto luogo di relazione, di incontro e di discussione, lo spazio di Via Durini 3 ospita anche installazioni ed eventi.

Il primo allestimento temporaneo è On The Rocks, strettamente legato alla collezione di decori Mauk, disegnata da Diego Grandi.

On The Rocks è una geografia, una composizione di elementi verticali, generati dalla matrice del modulo Mauk Cuadra. E’ un gioco geometrico, una visione che diventa reale.

On The Rocks può essere raccontato, perché è frutto di un accurato studio progettuale, ma sono convinta che le immagini siano decisamente più incisive ed evocative. Che ne pensate?

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5 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

Hotel Exedra Nice

L’architetto Simone Micheli ha firmato l’incredibile wellness center dell’hotel Exedra Nice, l’albergo di Nizza di proprietà della Boscolo Hotels.

Si tratta di una realizzazione super-contemporanea, così forte dal punto di vista sensoriale ed espressivo da diventare punto di riferimento iconico per quelli che saranno i centri di benessere futuri. E’ un opera in grado di coinvolgere il fruitore in una dimensione polisensoriale mai conosciuta prima dove davvero si sperimenta un connubio tra architettura e benessere psico-fisico.

L’intera spa è progettata per creare una integrazione tra spazio, uomo, materia, suono, acqua e profumo. Un luogo dove gli utilizzatori sono parte attiva ed integrante del progetto.

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La spa comprende una accettazione, spogliatoi uomo-donna, una zona fitness con macchinari di ultima generazione, cabine per i trattamenti estetici, sauna, bagno turco, docce, spazio relax, piscina e vari giochi d’acqua. Sono stati utilizzati materiali plastici, dinamici, dalle forme arrotondate contrapposti a rivestimenti di specchi e vetrate dalle linee squadrate. La pavimentazione è realizzata con pietra di Prun e alla sua assoluta naturalità si contrappongono le forme pulite ed i volumi essenziali dei vari elementi utilizzati per l’arredo. La reception, realizzata con un desk di materiale plastico completamente bianco, è inserita la centro del progetto e funge da punto di riferimento e di accoglienza.

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Pietra naturale, listelli di cedro e soffitti colorati caratterizzano anche l’intera zona relax, mentre tessere di mosaici vetrificati rivestono la zona della piscina-idromassaggio.

Questo progetto mi ha colpito per la sua assoluta unicità. Perché è visionario ed onirico e si coglie la volontà di Micheli di colpire l’emotività e la sensibilità degli utilizzatori. E’ un luogo che stimola  e suggestiona, uno spazio che apre tutte le porte dell’immaginazione e che permette di vivere esperienze sensoriali uniche e spettacolari.

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3 marzo 2010 | AUTHOR: Sara

Una tazza coi baffi

Di Mug inglesi ce ne sono davvero per tutti i gusti a partire da quelle con la bella faccia del principe William accompagnata da un “I love London” scritto a chiare lettere. Non avrei mai pensato di trovarne qualcuna che mi colpisse a tal punto da scriverne qui. Invece il designer inglese Peter Ibruegger con queste Mustache Mug è riuscito a rendere davvero originale un oggetto comunissimo. Sei differenti tipi di baffi decorano delle semplici tazze in ceramica bianca.


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I baffi, riproposti negli ultimi anni in varie versioni, danno un’aria nuova e ironica a queste tipiche Mug inglesi di cui si era già visto (quasi) di tutto.

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Le Mustahce Mug si possono acquistare direttamente sul sito di Peter per 11.95£.

Personalmente credo che l’effetto migliore si abbia nel momento in cui si utilizza la tazza…

E voi, quale baffo preferite? ; )

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1 marzo 2010 | AUTHOR: Lea

Il gres laminato Slimtech si può incollare su un cappotto?

L’architetto Sabrina Giusti ha chiesto a Lea Ceramiche:

Buongiorno, vorrei gentilmente sapere se le vostre lastre di gres laminato sottile Slimtech si possono incollare su cappotti. Grazie

La risposta di Lea: Lea Ceramiche sta effettuando diverse sperimentazioni per ottenere soluzioni efficaci per “sistemi a cappotto rivestiti con Slimtech”. Queste ricerche, condotte insieme alle migliori aziende italiane e straniere produttrici di cappotti, sono attualmente in corso; appena verranno raggiunti risultati garantibili, questi verranno opportunamente comunicati e descritti su cataloghi e sito internet.

25 febbraio 2010 | AUTHOR: Sara

La Langen Foundation di Tadao Ando

Tadao Ando è un architetto giapponese che, senza alcuna preparazione formale, è  diventato uno dei punti di riferimento nel mondo della progettazione. L’artista ha vissuto varie esperienze che lo hanno arricchito e formato lavorando anche come camionista e pugile. Il suo stile è riconoscibile perché lavora con gettate di cemento a vista e i suoi edifici sono spesso caratterizzati da forme geometriche definite e di grandi dimensioni. Uno dei progetti che preferisco è la Langen Foundation, una fondazione privata nata dalla volontà di Marianne Langen, e di suo marito, Viktor Langen, che hanno deciso di far concretizzare un sogno. Quello di realizzare una struttura a Raketenstation Hombroich, una ex base Nato, nel mezzo di un paesaggio da sogno, che raccogliesse opere d’arte provenienti da tutto il mondo collezionate sin dai primi anni’50.

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La Lange Foundation comprende due vaste aree espositive: una struttura principale in cemento sviluppata in lunghezza e ricoperta di vetro e due ali parallele che arrivano ad una profondità di 6 m sotto il livello del terreno, collegate tra di loro da scale in cemento. Lo  spazio complessivo misura  più di 1.000mq. La struttura, dalle linee rigorose, è realizzata per lo più in cemento, vetro ed acciaio. Ospita un museo aperto al pubblico, un’area di lavoro e un’intera zona di circa 43m x 6m interamente dedicata alla collezione d’arte giapponese.

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Lo scopo principale della fondazione, oltre ad ospitare numerose opere d’arte, è quello di stimolare il dialogo e il confronto culturale.

23 febbraio 2010 | AUTHOR: Sara

Il calore del design

A sentire nomi come Giulio Iacchetti, Achille Castiglioni, Patricia Urquiola e Denis Santachiara si pensa subito alle grandi case che producono e vendono mobili, arredi e oggettistica di alto design. Invece, a volte, la creatività e le idee nascono dall’osservazione delle piccole cose di tutti i giorni. Come un banalissimo umidificatore per termosifoni in ceramica bianca. Su Dezeen ho visto l’immagine di un oggetto meraviglioso che all’inizio ho faticato a riconoscere. Non più un anomino contenitore di ceramica, ma un vero e proprio complemento d’arredo contemporaneo.

Il Coccio, dopo il successo del “Fischietto” disegnato nel 1998 da Achille Castiglioni, rilancia con la Design Edition del 2010, coordinata questa volta da Giulio Iacchetti, una serie di 8 nuovi umidificatori progettati da altrettanti designer di successo tra cui appunto lo stesso Castiglioni Patricia Urquiola, Denis Santachiara, Fernando Brìzio, Marco Ferreri, Monica Förster, Alfredo Häberli, Alberto Meda.

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Ogni singolo pezzo arreda e rinnova immediatamente l’ambiente. Hanno forme pulite e sono stati pensati anche per svolgere più funzioni come quella di portaoggetti o mini-libreria come il “Travetta” disegnato dall’ Urquiola.

Ad una mia amica che ha appena cambiato casa, so già cosa regalare quando mi inviterà al prossimo aperitivo ; )

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