10 dicembre 2009 | AUTHOR:

Una nuova forma dell’abitare

render

L’architetto Pierluigi Molteni, insieme a Alessia Curella e Sophie Berianidze è stato uno dei quattro professionisti selezionati dalla rivista Ottagono per elaborare un concept di casa sostenibile per il Sana di Bologna, la più grande ed importante Fiera italiana sugli stili di vita ecocompatibili.

Alla base della progettazione della Plug-in house c’è il principio che compito fondamentale del progettista è quello di registrare il mutamento – capendone le radici profonde – e fare in modo che la condivisione di spazi e modi divenga sempre più libera scelta piuttosto che imposizione o costrizione. L’abitante della casa non solo è cambiato, tipologicamente parlando, ma continua a cambiare all’interno del proprio tempo vitale, al cambiare costante delle proprie esigenze personali e sociali: coppie stabili diventano improvvisamente instabili, accolgono figli propri e figli di altri, persone anziane, parenti,ecc… E quindi la casa deve trasformarsi in un insieme armonico di piccoli mondi conclusi che garantiscano prestazioni e privacy ma anche possibilità di incontro e condivisione. La casa deve seguire questo paesaggio mutevole in tempo reale, per adattarsi immediatamente alle singole, ma pressanti esigenze.

La plug-in house è stata quindi pensata come un insieme di elementi che, come i componenti di un computer, possano connettersi al sistema ed immediatamente essere riconosciuti da questo e farne da subito parte integrante. Plug-in house è costituita da un ossatura portante composta dal blocco autorimessa che contiene tutti i terminali impiantistici: sul suo tetto trovano posto i pannelli fotovoltaici e quelli solari, sotto il suo pavimento sono istallati i serbatoi che raccolgono le acque meteoriche provenienti dai tetti giardino (da riutilizzare per gli scarichi dei wc e per la cura del verde) e le batterie per immagazzinare energia.

Grande attenzione è rivolta al tema della compatibilità ambientale. Plug-in house è naturalmente sostenibile oltre che per i materiali impiegati e le tecnologie applicate, anche e soprattutto perché il concetto che la ispira ne permette la sua costante reinvenzione.

Lea Ceramiche ha fornito le piastrelle della sue collezioni: studies, masterplan, streets e new decors per la pavimentazione ed il rivestimento interno. Credo che la nostra azienda sia stata selezionata, oltre che per l’altissima qualità dei materiali, soprattutto per la costante attenzione all’ecologia che fa parte di Lea Ceramiche da sempre, prima che il rispetto dell’ambiente diventasse una responsabilità sociale di tutti. Una vocazione per l’ambiente che fa parte del dna dell’azienda. La dimostrazione concreta che innovazione tecnologica e tutela del pianeta possono convivere come valori di una stessa impresa.

sala

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cucina

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